Il 6° Congresso Apostolico Mondiale sulla Misericordia ha offerto ai partecipanti non solo l’occasione di riunirsi a Vilnius, ma anche di scoprire una città la cui storia, fede e gente continuano a lasciare un segno indelebile. Per le suore dell’Assunzione e i giovani adulti, la settimana è stata arricchita dalla calorosa accoglienza ricevuta nella nostra comunità dell’Assunzione, la cui casa, recentemente ristrutturata, è diventata una dimora temporanea dopo lunghe giornate di preghiera, conferenze e pellegrinaggio. Come ha osservato suor Cathy, tornare ogni sera al convento è stata di per sé una parte memorabile dell’esperienza.
Vilnius occupa un posto speciale nella vita delle Suore dell’Assunzione. Da decenni, le suore partecipano alla missione della Chiesa locale attraverso l’istruzione, la pastorale parrocchiale e le attività di sensibilizzazione, tra cui l’accompagnamento delle persone vulnerabili nelle carceri. Un’espressione significativa di questa missione è la Palaimintojo Teofiliaus Matulionio Gimnazija, una scuola gestita dalle Suore dell’Assunzione che accoglie più di 700 studenti e porta avanti l’impegno della congregazione nell’ambito dell’istruzione in Lituania. Dopo la ristrutturazione del convento, la Comunità delle Samaritane accoglierà nuovamente delle giovani a partire dal prossimo anno accademico, offrendo loro un luogo di vita comunitaria e di sostegno mentre perseguono i propri studi e le proprie aspirazioni professionali.


Tra i luoghi che hanno catturato l’attenzione dei pellegrini c’era il Santuario della Divina Misericordia, dove si trova l’immagine originale di Gesù Misericordioso dipinta secondo la visione di Santa Faustina. Suor Bakhita ha sottolineato la presenza unica di quell’immagine originale, conservata nonostante decenni di guerra, occupazione e sconvolgimenti politici. Esposta accanto al Santissimo Sacramento esposto in una cappella aperta ventiquattro ore su ventiquattro, rimane uno dei simboli più significativi della devozione alla Divina Misericordia e continua ad attirare pellegrini da tutto il mondo. Amy ha riflettuto sul significato intramontabile delle parole «Gesù, confido in Te», notando al contempo il silenzio straordinario e l’atmosfera di preghiera che regnano nel santuario.
Un altro luogo molto caro è la Porta dell’Alba, dove da secoli si venera la venerata immagine della Madonna. Per suor Cathy, questa cappella del XVI secolo è stata uno dei luoghi più memorabili visitati durante la settimana. Nonostante i numerosi sconvolgimenti che hanno segnato la storia di Vilnius, la devozione verso questa immagine è continuata di generazione in generazione, rendendola uno dei punti di riferimento spirituali più duraturi della città.


La Chiesa del Sacro Cuore ha offerto un altro incontro suggestivo con la storia della città. Trasformato in prigione durante l’era sovietica, il complesso ecclesiastico porta ancora tracce visibili di quel passato. Alcune parti degli edifici rimangono chiuse al pubblico, segnate dal tempo, dalle crepe e dall’assenza dei simboli religiosi che un tempo caratterizzavano lo spazio. Renato è rimasto particolarmente colpito dal contrasto di una chiesa trasformata in prigione, situata a pochi passi dalla prigione che l’ha sostituita, mentre di fronte si trovano un ospizio e un convento. Durante il Congresso, molti abitanti del posto sono venuti semplicemente per vedere l’edificio. Una donna ha raccontato con grande emozione di essere tornata nel luogo dove suo padre aveva trascorso anni da prigioniero.
La Chiesa della Santissima Trinità è un altro punto di riferimento importante: si tratta di una chiesa del XVII secolo la cui storia riflette la vita monastica benedettina francese, l’eredità cattolica polacco-lituana, l’influenza barocca austriaca, le persecuzioni dell’era sovietica e la rinascita odierna come parrocchia greco-cattolica ucraina. Dopo essere stata utilizzata come palestra e circolo durante il periodo sovietico, è stata restituita alla comunità e riconsacrata negli anni ’90, in seguito al ripristino della libertà religiosa. Suor Cecile, riflettendo sull’esperienza del pellegrinaggio e sulla preghiera in comunione con il popolo ucraino, ha osservato: «Uno dei luoghi che mi ha colpito di più durante il pellegrinaggio è stata la Chiesa della Santissima Trinità. Pregare in comunione con il popolo ucraino, in una vicinanza geografica così stretta alle sofferenze causate dalla guerra, mi ha toccato profondamente. L’interno della chiesa è molto bello, anche se ha bisogno di essere ristrutturato. Mi è sembrata un’immagine di questa stessa gente: profondamente provata dalla guerra, ma forte, perseverante e salda nella fede. Signore, donaci la pace».
Nel loro insieme, questi luoghi rivelano una città in cui la storia rimane visibile e la memoria viene custodita con cura. A chi si è riunito a Vilnius per il Congresso, la città ha offerto non solo la cornice per un evento internazionale, ma anche l’occasione di scoprire luoghi simbolo che testimoniano secoli di storia religiosa, culturale e sociale.





