“Scoppiate in grida di gioia” (Is 52,9), grida il messaggero di pace a coloro che si trovano tra le rovine di una città che deve ancora essere completamente ricostruita. Papa Leone XIV ci ha ricordato questo paradosso nella sua omelia di Natale. Anche noi stiamo partecipando a questa svolta, alla quale nessuno sembra ancora credere: la pace esiste ed è già con noi.
La pace? O piuttosto un seme di pace che deve crescere?
Suor Françoise Emmanuel, della comunità di Etterbeek, riflette sull’esperienza della sua comunità: “La nostra comunità è stata molto toccata dal film La voce di Hind Rajab, che racconta emotivamente l’impotenza del team della Mezzaluna Rossa nel salvare una bambina intrappolata in un’auto a Gaza. Impotenti ma vicini, la sostengono telefonicamente e, al centro del documentario, pregano con lei. Questi primi soccorritori mi hanno fatto pensare a tutti coloro che lottano in altri modi per riumanizzare situazioni indicibili. Sono la presenza di Dio, lì con tutte le vittime, in tutti i campi. In mezzo a tutte le notizie allarmanti, possiamo ricevere lo sguardo contemplativo di Marie Eugenie e riconoscere in questi operatori di pace i testimoni del Regno che cresce”.
Leone XIV ha ribadito questo paradosso nella sua omelia di Natale […] La pace esiste ed è già con noi.
Suor Françoise aggiunge: “Con i giovani delle nostre scuole, parrocchie e famiglie, in modo molto più modesto, cerchiamo di sostenere chi è in prima linea contro la povertà. Torte, pasti festivi condivisi, inviti a persone isolate o escluse sono segni concreti del nostro desiderio di pace.
Quando la fragilità degli altri penetra nel nostro cuore, quando il dolore degli altri manda in frantumi le nostre granitiche certezze, allora la pace ha già inizio. La pace di Dio nasce da un vagito di benvenuto, da un grido ascoltato; nasce tra le rovine che invocano una nuova solidarietà. Nasce da sogni e visioni che, come profezie, invertono il corso della storia. Sì, tutto questo esiste, perché Gesù è il Logos, il senso da cui tutto ha preso forma: “Per mezzo di lui tutte le cose hanno avuto origine” (Gv 1,3). Questo mistero ci sfida, ci apre gli occhi su un mondo in cui la Parola risuona ancora e ci chiama alla conversione.
Sì, i nostri cuori sono chiamati ad aprirsi e a cercare di assomigliare a quello di Gesù, a mostrarlo attraverso gesti concreti verso i più vulnerabili e a coinvolgere i giovani in questa esperienza di vicinanza con i più poveri, che ci insegnano a conoscere Dio.
Grazie a Papa Leone XIV per avercelo ricordato! Leggi l’intera omelia qui.




